| Lo Sportello Unico per le Attività Produttive |
Uno dei vincoli allo sviluppo delle imprese, in special modo delle piccole e medie (PMI), è rappresentato dalla complessità degli adempimenti burocratici necessari per l'avvio di un'iniziativa imprenditoriale e dalla lentezza con cui le procedure di autorizzazione previste per un nuovo insediamento produttivo vengono rilasciate dai diversi Enti competenti. E' stato stimato che attualmente per realizzare un nuovo impianto produttivo occorrono 45 adempimenti tra licenze, autorizzazioni e concessioni da richiedere a Comuni, ASL, Provincie, Vigili del Fuoco, Regione, ecc. Per una concessione edilizia un'impresa attende in media dai 9 ai 27 mesi. Nel resto dell'Europa l'efficienza della Pubblica Amministrazione è decisamente maggiore e gli adempimenti burocratici relativi ad una nuova attività vengono completati in 30- 60 giorni. Per ridurre il divario dagli altri Paesi, che si traduce anche in perdita di competitività per le imprese italiane, la legge 59/97 (una delle cosiddette "Bassanini", dal nome del Ministro che le ha volute) ha introdotto il principio del referente unico per ciascun servizio amministrativo. Tale principio è stato poi tradotto nell'istituzione dello "sportello unico per le attività produttive" dal decreto legislativo 112/98. Con lo Sportello Unico tutti i procedimenti vengono semplificati e quello relativo ad una nuova attività viene unificato. Un solo ufficio, presso il Comune, cura tutte le pratiche. A questo scopo la struttura che gestisce le attività dello sportello opera in stretto contatto con gli altri Enti chiamati a intervenire nelle procedure di autorizzazione (ASL, Vigili del Fuoco, ARPA, ecc. ) .Gli Enti locali che gestiscono lo sportello unico devono inoltre attivare uno sportello telematico, attraverso il quale le imprese possano avere informazioni sui procedimenti (autorizzazioni, licenze, etc), sul loro iter, sulle documentazioni richieste, sui tempi di rilascio, su chi è il loro responsabile. Lo sportello, in particolare, raccoglie tutte le domande da presentare per la "realizzazione, l'ampliamento, la cessazione, la riattivazione, la localizzazione e la rilocalizzazione di impianti produttivi, ivi incluso il rilascio delle concessioni o autorizzazioni edilizie". E' evidente il vantaggio per le imprese, le quali non sono più costrette a lunghe attese e ad andare da un ufficio alI 'altro per sbrigare le diverse pratiche. Nei Comuni che hanno uno Sportello Unico funzionante, le imprese devono perdere meno tempo e quindi hanno costi minori. Per questo motivo, quando un impresa, anche straniera, deve decidere dove localizzare un proprio impianto, cosidererà la disponibilità dello Sportello Unico tra i fattori che orienteranno la scelta. Lo Sportello Unico diventa quindi uno strumento essenziale di promozione del territorio e, indirettamente, di lotta alla disoccupazione. Si tenga presente che, tra le imprese interessate a ! queste procedure, non ci sono solo le grandi aziende manifatturiere, che devono decidere dove localizzare i propri impianti, ma anche le piccole e medie imprese (non di rado artigiane), per le quali i costi amministrativi potrebbero risultare insostenibili. Semplificare le procedure per le imprese, infine, aiuta a combattere l'illegalità. La disponibilità di un interlocutore unico, che si pone con atteggiamento di ascolto, può costituire un valido aiuto per le imprese minori intenzionate ad emergere dal sommerso. Leggi e norme in materia di Sportello Unico Decreto Legislativo n.112/98.Regolamento d’attuazione dello Sportello Unico D.P.R. 447/98. Circolare interpretativa 08/07/1998. Legge Regionale del 15/05/2000.
Il Responsabile Attività Produttive
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| Leggi e norme in materia di Sportello Unico |
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